giugno 22, 2017

"Il viaggio dell'eroe" tra terra e aria.

Sepolta l’attesa, 
Rotto il digiuno d’un rumoroso silenzio.
Di candido bianco, fanciullo condito,
Leggera un’arma la mano accarezza,
Nel cielo sue le note,
Simile a fumo,
Un’emozione il profumo.
Donna gitana amata,
Semplice il gesto,
Mai nel profondo scontata.
Nero raso stringi, la platea dipingi.
Dolce musa divenuta ormai prosa.


Tra i vari eventi organizzati per festeggiare il compleanno dell'Associazione Alla Salute Marche, l'11 giugno è andato in scena lo spettacolo dal titolo "Il viaggio dell'eroe", che si è tenuto ad Ancona al teatro dorico.


Il teatro è quasi pieno e contiene trecentocinquanta posti. 


Dal sipario esce per primo Guido che, dotato di leggio, introduce la serata. 
È molto emozionato e bravissimo ad in interpretare il personaggio.


Si apre il sipario e lo spettacolo inizia con musiche e danze: al centro Gioele, nella parte di un mendicante che, in mezzo a tanto caos, rimane spaesato e inconsiderato, e rappresenta a mio modo di vedere lo specchio della società attuale. 


Poi scendono dei teli e delle ballerine, tra le quali Michela, che si alternano in una danza aerea. 


E' emozionante vederle volteggiare... dal mendicante, che ci ricorda un po' la terra, il contatto con ciò che è arido, duro, difficile, alla leggerezza dell'aria, che ci ricorda invece il volo libero degli uccelli...


Lo spettacolo continua con un intervento di Paride che coinvolge gli spettatori e di seguito, insieme a Gioele, dà vita ad una scena drammatica, ma anche coinvolgente e spettacolare.
Paride sprona Gioele a reagire alla morte, lasciando arrivare il messaggio che solo noi, partendo da ciò che siamo, possiamo suonare tutte le note, così come in questa serata di spettacolo Vita-Morte, Terra-Aria, abbiamo potuto attraversare.


L'opera ha coinvolto emotivamente tutta la sala: lo si evinceva dai lunghi silenzi, rotti da fragorosi applausi.


Per me, lo spettacolo è stato di una bellezza infinita, che ora che scrivo mi riempie ancora.

Quando le emozione partono da noi, dai nostri vissuti, da ciò che solo noi siamo, le vibrazioni arrivano in profondità.

Ognuno di noi è l'eroe e il protagonista del proprio viaggio... unico, inedito, spettacolare...

Giampiero

Associazione Alla Salute Marche Onlus: Buon Compleanno "Didattico"!

Il 1 giugno 2017 abbiamo festeggiato ben 11 anni dalla nascita dell'Associazione alla Salute Marche Onlus, avvenuta nelle Sede di Via Cialdini di Ancona. 


Abbiamo organizzato diversi eventi, tra cui la presentazione di tre Unità Didattiche, aperta all'esterno, come momento di raccolta fondi per la costruzione del Villaggio Quadrimensionale a Troia.

La prima ad aprire le danze è stata l'Unità Didattica "Home Life", presentata da Lucia, Francesca e Paolo. 


È stata una bellissima esperienza che ci ha nutriti in profondità. 
Ognuno di noi è partito dalla sua esperienza di vita, dal proprio sentire emotivo unendo anche la parte giocosa, fantasiosa.

Prendo spunto da una frase di Mariano che dice: "Il percorso è molto tortuoso, non si arriva subito, si sbaglia, si torna indietro...": le varie fasi della Home Life sono un po' questo, non si ha la pretesa di arrivare subito, né tanto meno si saltano le varie fasi, ma ogni passaggio ha il suo tempo, che va rispettato e soprattutto accompagnato.


È bene che ogni giorno si faccia la propria "Home Life".
Prima di tutto ci si Ascolta, si seleziona il Bisogno, poi si fa Cucina-Cesso, per poi Transitare e arrivare così al Salotto, dove si fa Teoria, si fa Spin.
Arrivati alla Sala da pranzo si festeggia, e finalmente ci si può riposare e si inizia, il giorno dopo, con un nuovo Stato Quiete, un nuovo stare nella Vita: V come Vitalità; I come Interiore; T come Ti; A come Apre a nuove prospettive… la Vitalità Interiore Ti Apre a nuove prospettive!


La seconda Unità Didattica è stata quella del Quadrangolare, condotta il 10 giugno da Gabriella e da Teodoro. Sono stati molto creativi, hanno preso spunto dai personaggi della Bibbia. 
Lei ha interpretato l'arcangelo Gabri...ele, invece lui ha interpretato Dio, colui che detta legge, detta a Mosè i dieci Comandamenti, è l'Angolo ALFA in persona. 


Interviene l'arcangelo, che lo accompagna verso l'angolo BETA, che si mette in ascolto, e gli fa vedere che c'è altro. Con il suo spirito, l'arcangelo Gabri...ele lo convince a intraprendere un viaggio, come fece Mosè con gli Ebrei. Iniziano così un lunghiiiisssssimo viaggio, dove invitano alcune persone presenti: ci si affida allo stormo, all'inedito. Finalmente, si approda all'angolo GAMMA, che è l'angolo della creatività, del gioco, della leggerezza, presente molto nei bambini. 


Qui si festeggia con una cascata di coriandoli. Per essere interi, si passa infine all'angolo PI-GRECO, che è aperto verso nuove prospettive!


La terza e ultima di questo ciclo è l'Unità Didattica La Piramide del Sarvas, presentata il 18 giugno dalle tre valorose donne Eleonora, Teresa e Patrizia. Hanno rappresentato anche loro molto bene questa Unità Didattica, accompagnandoci con giocosità a vedere i vari piani della Piramide devotamente intervallati da scritti e canzoni. Ognuna di loro si è cimentata a partire da sé.


RAPPORTO CON SE STESSI: IO CHI SONO? È stata letta la poesia di Benedetta, dal titolo "Cambiare pelle", in cui emerge come tendiamo a soffocare le nostre emozioni. Ma più lavoriamo su di noi, più la Piramide si farà più salda. Salendo, si arriva ai...
RAPPORTI FORTI: "Ti vedo". Qui abbiamo bisogno che qualcuno ci faccia da specchio riconoscente, che l'altro ci dica: “VOLO UT SIS”, cioè “io voglio che tu sia quello che già tu sei”, per arrivare a dire “VOLO UT SIM”, cioè “io voglio che io sia quello che già sono”. Poi…
RAPPORTI COI GRUPPI: Abbiamo ascoltato la canzone di Pocahontas, personaggio molto legato agli antenati della natura: il sole, la luna, le stelle che ci collegano con la nostra vera natura, libera e selvaggia, libera da costrizioni, da strutture create da un forte e potente razionale-simbolico. 
L'ultimo ma non meno importante è il...
GLOBALE MASSIMO: le tre donne hanno letto il ricanto di Vivis dal titolo "Benedico, che rappresenta il P.U.M., lo spettacolo. Si è arrivati in ALTO, dove si può ammirare il panorama in tutte i suoi colori e sfumature. Tutto è direttamente proporzionale, cioè più lavoriamo su noi stessi e più riusciremo ad avere un'ampia e ricca teoria e a stare nella vita a partire da sé e non da un esterno che ci vuole includere.


Mi ha colpito molto questa frase che vi riporto e con la quale concludo:
"IO STO BENE CON ME STESSO, NELLE RELAZIONI!!!!!!"

Francesca M.

LA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS FESTEGGIA IL “VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE” A TROIA CON PERSONE PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA

Il 1 e 2 luglio saremo a Troia, da tutta Italia, per dare il via alla prima edizione della Festa del Villaggio Quadrimensionale della Fondazione Nuova Specie onlus, con laboratori di mosaico, animazione per bambini, trampolieri, giocolieri, mascherati, musicisti, danzatori, teatro di strada e commenti letterari globali. La festa sarà preceduta, dal 26 al 30 giugno, da un corso di rilievo nazionale sul tema “Approccio globale alla coppia”. 


Da circa 60 anni si è evidenziato un profondo “Mutamento Antropologico” che ha mandato in frantumi la millenaria cultura organica contadina del “Villaggio-Mondo” e ci ha introdotti nel “Mondo-Villaggio” caotico, veloce, liquido, aperto, contingente, finanziarizzato, ingiusto, eco-inquinante, etno-migrante. 
Oggi, è sempre più difficile crescere bene e strutturare la propria interiorità e le competenze di vita adulta e progettuale. Di conseguenza, sempre di più le persone, a ogni età, manifestano il “disagio diffuso”, ovvero segni e sintomi di parzialità, dismaturità, frantumazione e regressione.

Dal 1966, il Progetto Nuova Specie, partendo da un nuovo punto di vista sull’esistenza (Epistemologia Globale, Quadrimensionalismo), sta sperimentando nuove modalità e opportunità di crescita che si rifanno a un modello di salute personalizzata globale e che fanno capo alla Fondazione Nuova Specie onlus, costituita il 25 febbraio 2011, avendo ricevuto l’importante riconoscimento di “Persona Giuridica” di rilevanza nazionale, da parte del Ministero dell’Interno. 

Le sue numerose attività e iniziative si esplicano su tutto il territorio nazionale e sono articolate in diversi ambiti: il Metodo Alla Salute (una metodologia di intervento globale al disagio diffuso, alternativa a psicofarmaci e psicoterapie), le Convivenze Intensive (periodi di convivenza intensiva residenziale e continuativa su tutto l’ambito nazionale), il Centro di Documentazione Ricerca e Formazione, i corsi di formazione (su dinamiche di gruppo, sulla coppia, sul rapporto genitori-figli, sulla sessualità, sull’adolescenza, sul sapere mitopoietico, ecc.), la Scholè Globale (di cui fa parte il Coordinamento Nazionale G.E.I.P.E.G.: Genitori Educatori Insegnanti Progetto Evolutivo Globale), l’Insieme Femminile-Maschile (ricerca teorico-prassica sulla “donna globale” e sulla dominanza del Femminile), la Missionauta (ricerca di una spiritualità e ritualità globale), la Comunità Globale e la Fon.Glob.Eco (ricerca di forme avanzate e complesse di comunità e di economia globale), progetti di Avanguardie Artistiche (RealTea, Pittura globale, Viteatro, Mosaikaos, Arte Cum Cross Segnitiva), la Clinica Ontologica (ricerca di forme di intervento globale in persone affette da patologie gravi), la Ricerca dei Me.Me. (ricerca dei “mediatori metastorici” elaborati dalle diverse etno-culture).

Alla Fondazione Nuova Specie onlus afferiscono operativamente e sinergicamente diverse associazioni sparse in varie regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, Sicilia) che ne adottano il punto di vista e le metodologie, attuando iniziative di informazione, formazione e accompagnamento nei vari territori di appartenenza.

Nel 2013, la Fondazione Nuova Specie onlus ha acquistato dal Comune di Troia un lotto di terreno di estensione pari a circa 8500 mq, comprendente una antica masseria, collocato all’interno della Zona PIP, nella fascia urbanisticamente destinata a servizi sociali.
Nel 2014, la Fondazione ha presentato un progetto di trasformazione della masseria in una struttura per servizi sociali, ad usufruizione della pubblica comunità.
È in corso di realizzazione un edificio, completamente nuovo, destinato ad accogliere sul breve e lungo periodo persone provenienti da diverse regioni italiane.

Nella “Sala della Teofondità” è in corso di realizzazione un innovativo Mosaico Pavimentale, delle dimensioni di 130 mq, raffigurante l’albero della vita in viaggio, realizzato da mosaicisti volontari, esclusivamente con materiali di recupero. 

Il Villaggio Quadrimensionale sta nascendo a Troia senza soldi di Comune, Provincia, Regione, Stato, Comunità Europea. Un miracolo onlus, voluto e finanziato da donazioni individuali e iniziative di Associazioni Alla Salute regionali dal Friuli alla Sicilia.

La I edizione della Festa del Villaggio Quadrimensionale si terrà a Troia il 1 e 2 luglio, in collaborazione con diverse Associazioni Alla Salute regionali italiane e col patrocinio del Comune di Troia (FG). Sabato 1 luglio, in p.zza Giovanni XXIII, alle ore 17,00 ci sarà un Laboratorio di Mosaico e animazione per i bambini, a cura della Scholé Globale e del mosaicista di Cesena Dario Quitadamo. Alle ore 19,00 sfilerà per le vie del centro del paese un corteo di trampolieri, giocolieri, mascherati, con musica e danze popolari. Alle 21,00 la serata si concluderà con uno spettacolo teatrale di strada a cura della compagnia di Rimini “Viteatro”. La piazza ospiterà gazebo con prodotti artigianali di diverse regioni italiane, a cura delle Associazioni Alla Salute che collaborano con l’iniziativa, e un punto di Street Food.

Domenica 2 luglio, dalle ore 10,00, è previsto un Open-Day al Villaggio Quadrimensionale, in zona PIP a Troia, per visitare i lavori e il bellissimo mosaico pavimentale. Alle ore 10,00 un interessante Salotto Letterario Globale “dual” con commento alla fiaba “I tre porcellini”.

La due-giorni della festa sarà preceduta da un corso intensivo di rilievo nazionale sul tema “Approccio globale alla coppia”, condotto dal dr. Mariano Loiacono applicando al tema il nuovo codice di lettura della Epistemologia Globale e del Quadrimensionalismo. Il corso, a cui parteciperanno quasi duecento persone provenienti da tutta Italia, si svolgerà nell’Aula Didattica Globale “Gianna Stellabotte”, presso l’ospedale “D’Avanzo” di Foggia, dal 26 al 30 giugno. 

Per info: 320 1791607

giugno 19, 2017

Ciclo di incontri "Fra donne per le donne".

In questo periodo della mia vita, come donna in cammino, dalla mia isola-ta Sicilia sono sbarcata nello stivale e, da buona viandante, sto andando un po’ in giro in diverse regioni d’Italia lasciando che l’albero della vita si intrecci con l’albero della conoscenza. Sto facendo diverse esperienze grazie alla famiglia ontologica che da diverse parti mi accoglie in modo devoto. 
Dal 9 giugno sto facendo tappa in Ancona, ospite di Teresa e Luciano nella loro campagna a Gallignano. 
Il senso di ospitalità di questi miei due fratelli ontologici è andato oltre ogni limite... hanno organizzato per me uno spettacolo naturale: il canto degli uccellini e l’aria che sa di fieno al mattino, un panorama mozzafiato a mezzogiorno e la sera finanche un tappeto di lucciole tutto intorno. 
E’ il posto giusto al momento giusto.

Dopo tanto peregrinare, dopo il tanto lavoro degli ultimi tre mesi, finalmente una pausa, tanto silenzio per lasciare sedimentare pensieri, emozioni, stati d’animo. 
Naturalmente non sono mancati gli impegni culturali all’interno del Progetto “Nuova Specie” in questa regione da sempre in movimento. 
Oltre a partecipare alla due giorni anconetana, che si è conclusa con l’emozionante spettacolo di Michela Garbati "Il viaggio dell’Eroe", non potevo mancare all’incontro che Marinella ha tenuto a Senigallia nel pomeriggio del 12 giugno. 
Effettivamente si trattava del quarto appuntamento di un ciclo di incontri, ideati da Marinella e Patrizia, dal titolo "Fra donne per le donne".


Marinella introduce il pomeriggio riprendendo la motivazione che ha spinto lei e Patrizia a realizzare questo ciclo di incontri indirizzato a sole donne.
Il gruppo nasce da un filone del Progetto Nuova Specie, "La Finestra di Babich". 
Per una serie di motivi, si è pensato che le donne hanno bisogno di un loro spazio per parlare delle loro cose, ma si è partiti anche dalla considerazione che spesso le donne fanno fatica a relazionarsi con altre donne, si fidano poco di coloro che appartengono al loro stesso sesso. La realizzazione di questi incontri tra donne può, quindi, costituire un aiuto per capire quali sono i meccanismi che ci impone la nostra cultura distinguendo, riducendo tutto a categorizzazioni, schematizzando le differenze. Oltretutto, da ciò che possiamo notare guardandoci un po’ in giro, il ridurre tutto all’interno di questi schemi, non fa stare bene nessuno, rende difficile sia agli uomini, che alle donne vivere appieno la propria vita.


Pertanto, l’obiettivo che si intende raggiungere con questi incontri è quello di mettere in moto una ricerca tra donne: ci si ripropone di trovare una strada, anche per dare valore al nostro essere donna all’interno di un sistema ancora troppo al maschile. 
E’ questo un sistema funzionale, in cui tutto è organizzato e richiede all’essere umano di essere più che veloce e sempre pronto a scattare, un sistema all’interno del quale la donna è costretta a snaturarsi, un sistema che va contro il nostro modo di essere fisico. Infatti, il nostro stesso organismo ci richiede ritmi diversi, più lenti soprattutto in alcuni periodi del nostro ciclo vitale, come ad esempio il periodo della gravidanza o durante lo stesso ciclo mestruale, in cui non siamo più come il sistema ci vuole.
In realtà noi donne, rispetto a tutto ciò, abbiamo anche la nostra parte di responsabilità: ci siamo messe al servizio di questo sistema per una serie di ragioni culturali, veniamo da una storia che ci ha viste prima annullate, poi protagoniste. 
Si tratta di storie che spesso non vengono raccontate, e anche se dette, non vengono prese in considerazione, soprattutto nella cultura contadina, dove le donne portano avanti la famiglia, pensando alla casa, alla terra, ma senza riconoscimento alcuno.

Marinella spiega al gruppo che con Patrizia ha scelto di condurre questi incontri in un modo particolare, attraverso la lettura e il commento della favola "La mela Gimagiona e il senso del viaggio continuo". 
Come tante altre favole, anche questa contiene degli archetipi, dei modelli di vita. La favola è una metafora della vita reale ed è un espediente per riportare le partecipanti a raccontarsi all’interno del gruppo, un luogo protetto e accogliente. 
A cosa possono servire questi incontri? 
Di certo non si vuole cambiare il mondo, però, attraverso il confronto con altre donne, è già tanto riuscire a cambiare il proprio punto di vista. Capire delle cose in più per noi potrebbe essere importante per cambiare piccoli pezzetti della nostra vita. 
Il cambiamento è una cosa importante, perché la vita è cambiamento, e la favola della mela Gimagiona spiega bene i passaggi. Questa favola, in modo semplice, permette a chi la legge di visualizzare il senso del viaggio.

Il gruppo di donne che ha partecipato all’incontro era vario e molteplice: da una bimba di tre anni, Emma, passando per Giuliana di 17 anni, fino ad arrivare a Rosi di appena 72 anni, donne che con la propria specificità sono uniche nella loro diversità. Anche questo dà un senso a questi appuntamenti: vedere le cose da diversi punti di vista, è questo che crea movimento. All’interno del gruppo sono intervenute persone che per la prima volta partecipavano ad un’esperienza simile, così come anche donne già in cammino da tempo, ma, cosa più importante, donne che venivano ad attingere e che, allo stesso tempo, hanno portato anche un loro contributo.


Il valore aggiunto di questo appuntamento è stato dato dalla location, originale nel suo genere. Patrizia ha, infatti, messo a disposizione la sua “parruccheria” con tanto… Amoa
L’utilizzo di un luogo di lavoro, peraltro rivolto ad una clientela tutta al femminile, a mio avviso, è un modo nuovo e originale di aprirsi al territorio sotto una diversa e molteplice veste: sociale, culturale e lavorativa. 
Come ha fatto notare Valentina di Urbania, è risultato un modo innovativo di utilizzare lo stesso ambiente, di giorno in un modo, di sera in un altro, come già da tempo avviene nei centri delle grandi città. Ci siamo insomma ritrovate in un luogo in cui le donne si recano in genere per curarsi del loro aspetto estetico, ma che, per l’occasione, è stato destinato alla cura di se stessi. 
Dall’aspetto esteriore a quello interiore, ha aggiunto Teresa.

E dopo esserci nutrite dell’intreccio di relazioni che si sono create all’interno del gruppo, la serata si è conclusa con un apericena preparato con cura da Teresa, Marinella, Rosi e con il contributo anche della sottoscritta.

Per me questa esperienza è stata un’ulteriore opportunità che il Progetto Nuova Specie mi ha offerto, e pensavo come questo tipo di appuntamenti possa costituire un continuum per coloro che come me si sono sperimentate in progetti forti come "La Finestra di Babich".
Penso sia un modo utile per proseguire il proprio percorso anche nell’ordinario.

Oggi, 14 giugno, ritorno a casa grata a tutti voi per la calorosa accoglienza che mi avete riservato durante la permanenza nella vostra terra. 

Grazie Ancona! Grazie Associazione Alla Salute Marche! 

Buona vita a tutte e… SURSUM CORDA.

Cetti, donna sicula in viaggio

Amerigo Paparelle tra Vita e Musica.

Che serata!
Il concerto pianistico del maestro Amerigo Paparelle, in collaborazione con l'Associazione Alla Salute Lombardia, è rientrato nella stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Giovanni XXIII di Cusano Milanino ed è stata la sua prima esibizione da solista nella sua città. 


Lo spettacolo è stato diretto da Roberto Lavizzari ed è stato concepito come un viaggio attraverso l'esperienza artistica ed umana del maestro Amerigo Paparelle, in cui i grandi compositori del passato accompagnano il vissuto di un ragazzo del terzo millennio che, con le dita sul pianoforte, ci ha raccontato come la Fondazione Nuova Specie abbia lasciato un'impronta nella sua vita.


Tra notturni di Chopin e sonate di Beethoven è stata un'occasione per conoscere attraverso musica, aneddoti e curiosità di uno dei talenti più brillanti (e stravaganti) di Cusano Milanino. 
Amerigo Paparelle, accompagnato dal sapere di Roberto Lavizzari e da tre amici da lui scelti per la realizzazione della serata (Marco Pinnavaia, Rachele Amadori e Marco Lavizzari), è riuscito senza dubbio a trasmettere un profondo coinvolgimento del pubblico in quello che stava accadendo sul palco, e allo stesso tempo stupore per la diversa gamma di emozioni che un singolo concerto da solista è riuscito a far vivere ad ognuno dei presenti. 


Senza contare l’importanza di questo concerto: l'intero ricavato verrà devoluto alla Fondazione Nuova Specie, impegnata nell'ambito del disagio diffuso nelle sue varie forme, come tra le altre depressione, psicosi, tossicodipendenze e disturbi alimentari, attraverso la quarantennale esperienza del Metodo alla Salute ideato dal dottor Mariano Loiacono. 


Una serata di vita e di musica, in cui "la musica, con il suo linguaggio simbolico, prova a spiegare, senza riuscirci, qual è il significato dell'esistenza".

Melissa (fotografie), Marco, Rachele 

Dalle pagine di diario di una donna in viaggio.

giugno 19, 2017 Posted by F. I. No comments
Quattro giorni a Pescara tra le meraviglie del “FESTIVAL ROSADONNA” e lo scambio in evoluzione sempre più autentico con Chiara, che generosamente mi ha ospitato a casa sua, e Giulia, che mi ha offerto la possibilità di rimanere a Pescara per dare il mio contributo all’interno del Festival Rosadonna al banchetto espositivo, dove ho potuto rappresentare e presentare la nostra Associazione Alla Salute Abruzzo. 


Il Festival Rosadonna è stato una bellissima esperienza di conoscenza e confronto con tante altre associazioni presenti sul territorio di Pescara grazie a Giulia, che ha colto questa bella opportunità ed è riuscita ad ottenere uno spazio espositivo per i bellissimi lavori che realizza all’interno dell’azienda che gestisce con il compagno, e contemporaneamente farci conoscere sul territorio come associazione per poter intrecciare e crescere.
Grande è stata l’emozione quando Giulia ed io abbiamo presentato la Fondazione Nuova Specie e l’associazione della quale facciamo parte parlando del disagio diffuso, dei progetti della fondazione, e dando la nostra testimonianza di persone che hanno beneficiato del trattamento e continuano a farlo in un’ottica di crescita e non di malattia.


Tante sono state le persone che si sono incuriosite, hanno chiesto informazioni per poter frequentare i gruppi e alcune si sono subito aperte e raccontate toccando vissuti dolorosi. 
Mary, una ragazza del banchetto attiguo al nostro, ha subito colto l’invito a partecipare al gruppo che abbiamo fatto a Pescara donandoci un bel contributo teorico-prassico.
I tre giorni al Festival sono volati in fretta perché sono stati uno più ricco dell’altro curiosando, ammirando splendide opere tutte al femminile, allacciando contatti tra un banchetto e l’altro e godendo delle attività e dei magnifici spettacoli che sono stati proposti, tra cui balletti, musica, canto e tanto altro. 


La cosa ancora più bella di questi giorni è che ho cominciato a conoscere e a scambiare in modo profondo e autentico con Giulia, Chiara, Filippo e Giovanni, e poi godere del meraviglioso spettacolo che è stato Flavio nel Festival, in casa con Filippo e Giulia, i cani, e poi con Giampiero, con il quale dopo il gruppo di domenica è rimasto piacevolmente a casa sua per cinque giorni di fila accompagnato e accompagnando nel ritmo della vita quotidiana in una nuova dimensione di famiglia allargata che accoglie, cresce, e fa crescere.


Un’altra cosa bella che mi ha regalato la permanenza a Pescara è stata l’escursione di domenica fatta con Chiara all’eremo di S. Bartolomeo, nel Comune di Roccamorice, un posto mozzafiato posto a 700 metri nella Majella. 
L’eremo è incastonato nella roccia e per arrivarci bisogna scendere una scalinata molto suggestiva che pare un canale da parto, e una volta attraversato ti immette in una piccola chiesetta dove c’è un altarino cinquecentesco sopra al quale c’è una nicchia che contiene una statua lignea ottocentesca di S. Bartolomeo. 


All’interno della chiesetta, sotto una un pietra, c’è anche una piccola insorgenza d’acqua dalle proprietà taumaturgiche, che ci ha permesso di fare un piccolo rito di benedizione per le nostre vite e quelle dei nostri cari sentendoci collegati con gli antenati che assistevano benedicenti a quel momento di grande commozione e profondità. 


Ringrazio Giulia per questi giorni ricchi, leggeri e profondi, che mi hanno dato una bella carica di vitalità.

Elena P.

L'Associazione Alla Salute Veneto e la sua "transizione equilibrata".

La giornata del 3 giugno 2017 si è aperta verso le 10.00 del mattino con l’accoglienza da parte di Maria Antonietta ed Enrico a casa loro e di Diego a San Giovanni Lupatoto.  
I primi ad arrivare da Padova erano Neil e Monica. Dopo un po’ sono giunti anche Diego B., Melissa, Marcello, Diego S., Emanuele, Rachele, Ruggiero, Mauro, Giovanni, Marinella, Riccardo, Alessandra, Alberto, Nadia e Isaia. 
Tutta la troupe aveva trascorso il giorno precedente e la nottata a Romano d’Ezzelino dai Citton.


L’inizio della giornata è stato dedicato all’ascolto e allo scambio. 
Ci eravamo riuniti proprio per fare festa, sia a Diego e Isaia, che avevano appena compiuto gli anni, che per segnare questo giorno importante di passaggio dell’Associazione Veneto, che da quel giorno si sarebbe spostata da Vicenza/Treviso a Padova/Verona. Per suonare questa nota di festa, abbiamo ballato molto a lungo, cercando di coinvolgerci tutti quanti.


Dopo abbiamo pranzato tutti insieme per poi partire a fare una lunga passeggiata fino all’Adige. 
Malgrado il sole, la passeggiata è stata molto piacevole. 
Faceva piuttosto caldo, però tirava un venticello fresco che accarezzava i nostri volti e muoveva dolcemente le foglie sugli alberi.  
Giunti al fiume, ci siamo riparati dal sole sotto un platino centenario, che sembrava aprire i suoi rami ad ombrello per permetterci di ripararci. 
Nel silenzio abbiamo potuto apprezzare lo scorrere dell’acqua e il fruscio delle foglie che si muovevano dolcemente. 
Isaia ci ha invitato a notare le varie tonalità di verde che si trovavano attorno a noi ed ha richiamato la nostra attenzione agli antenati che ci circondavano: il vento, l’acqua, le piante, l’erba sotto i piedi, e i sassi, che spesso noi, presi dalle nostre frette, guardiamo ma non vediamo.  


Dopo un po’ abbiamo cominciato a scambiare ed un pensiero che è emerso ha richiamato la facilità con cui spesso, nella quotidianità, perdiamo la fides. La canzone dei REM che si chiama ‘Losing my Religion’ parla proprio di questo. L’abbiamo ascoltata insieme e commentata brevemente.   

Poi Diego S. e Rachele hanno dato inizio ad un rito, proprio per dare espressione concreta al passaggio che stava avvenendo tra i due territori.  
Protagonista di questo rito è stata la terra raccolta nelle zone diverse del Veneto.  
I rappresentanti delle due aree territoriali si sono fatti dei doni simbolici: due piccole anfore piene di terra che Isaia e Nadia hanno scambiato con Diego S., Maria Antonietta e Monica.  
Poi, per segnare la fine della fase embriogenetica e la transizione alla fase fetogenetica, si è bruciata della paglia per lasciare andare il vecchio e per potersi rigenerare e procedere guardando avanti. Questo rito è stato particolarmente sentito e vissuto da tutti.  


Una volta ritornati a casa di Maria Antonietta ci siamo riposati ed abbiamo cominciato a prepararci per la serata, che abbiamo trascorso fuori a cena. 
La festa è continuata anche dopo, per alcuni a casa, per altri fuori. La maggior parte dei partecipanti ha trascorso la notte dai Stoppato occupando tutte le stanze della casa.

La mattina, dopo colazione, ci siamo salutati per rimetterci in viaggio e rientrare a casa alleggeriti per aver suonato insieme questa meritevole nota di festa.

Maria Antonietta e Monica

maggio 28, 2017

... Ricominciare ogni volta...

maggio 28, 2017 Posted by F. I. No comments
Stamattina mi sono svegliato dopo un sogno che mi ha generato questo pensiero, che vi condivido, anche come augurio in quanto oggi a Troia, nella parrocchia dei missionari comboniani, si celebra la Festa di Maria Mediatrice, Madonna positivamente presente nella mia vita come sostituto della mia madre biologica Giuseppina.


Chiedere aiuto o cercare soluzioni è seguire ogni volta percorsi diversi con interlocutori diversi, e ricominciare ogni volta pur collezionando rifiuti o aborti o solo piccole risposte.

La cordicella-fides, che formeranno questi tentativi parziali, prima o dopo si spanderà (spes-speranza) e ci porterà a trovare e ottenere ciò che ancora non chiedevamo e cercavamo.

Questa è la strada della novità che si può costruire mettendoci in ballo fino al nostro 50%, e sapendo aspettare che si riveli il 50% inedito, invisibile, non alla nostra portata, razionalmente non prevedibile e spiegabile.

Questa è la strada del Rosario Globale alla Madonna-Femminile, specialmente nel mese mariano.

Buona domenica della Signora Mediatrice.

Mariano PUMM

maggio 26, 2017

"Guarda negli occhi i tuoi mostri e mostrati a loro per ciò che sei".

maggio 26, 2017 Posted by F. I. No comments
I giorni scorrono e non lo so come mi sento. 


Passo da un anello all’altro velocemente, tanto che mi manca il respiro, come se la rincorsa fosse perenne e faticosa.

Ho avuto paura a fermarmi perché sento tanta confusione e se mi fermassi risalirebbe tutto.

Ma il mostro, se lo mostri, è un po’ meno mostruoso…

E allora oggi mi son fermata.

Salgono le lacrime, sale il respiro corto che da sempre mi accompagna nei momenti di passaggio, quando il vecchio non vuole andarsene e il nuovo spinge per emergere.

Una lotta dentro… questo sento…

Chi vince? Stamattina ci pensavo… Vince chi molla, mi son detta.

Ma che devo mollare? Da dove inizio? 

Sono tante ancora le robe da mollare, da lasciar andare… le zavorre… oggi le immagino come pietre, tante pietre che mi cadono giù dal corpo, un corpo stanco, un corpo magro, un corpo che ancora non mi appartiene e al quale ancora non appartengo.

Piano piano, piccola, non ti giudicare. 

Sei bella, tanto, e sei coraggiosa. 

Sei una guerriera e una fatina, non respingere le parti fatina che ti rendono fragile, non prediligere le parti guerriera rabbiosa.

Accoglile ed accogliti.

Sei forte e fragile.
Sei pietra e acqua.
Sei aria e fuoco.
Sei scintilla dell’In.Di.Co. che ti ama e che ami.

Accogli le lacrime che ti bagnano il viso e la rabbia per la delusione di una famiglia che ancora non ti vede, non ti sente. 

Accogli la delusione per un fratello che ancora non ti vuole mollare. Mollalo tu! Lascia che resti il legame ontologico. Lascia che sia un uomo che, come te, vive nodi, tagli, parzialità, onnipotenza.

Accogli la tua e la sua specificità come esseri distinti.

Accogli i tuoi limiti e fanne un punto da cui partire per perdere altra pelle che non è tua, che ti hanno messo addosso e che adesso non serve più, perché il calore per te sei tu.

Lascia andare la luce artificiale che ti acceca e non ti riflette. 
Brilla con e per te. 
Sei una stella bella e luminosa. Sei una stella di vetro e ti puoi rompere, ma non avere paura delle crepe, accoglile e procedi così come sei.

Accogli l’amore di quest'uomo che ti sta vicino. Accogli il suo farti da specchio su ciò che eri e non sei più, su ciò che adesso sei e che trasmetti, su ciò che puoi scambiare con la sua specificità.

Non avere paura dell’amore. Non avere paura della delusione. Non avere paura delle sirene.

Guarda negli occhi i tuoi mostri e mostrati a loro per ciò che sei.

La tua luce ti farà vedere anche le tue ombre, usale per ripararti quando sarai accecata, usale per riposare in un luogo fresco quando sarà troppo caldo per resistere, usale per guardati meglio, per vedere la bellezza che sei.

Piccola, 
Non dimenticare da dove vieni, non dimenticare dove sei adesso, non dimenticare le ali che pian piano si forgiano, non dimenticare che puoi e sai volare.

Sei una stella e senza il buio non ti puoi vedere.

Accoglilo quel buio e non avere paura, perché è una parte dell’universo, assieme alla tua mamma luna, alla tua mamma terra, alla tua mamma aria, alla tua mamma acqua, al tuo papà vento, al tuo papà sole, al tuo papà cielo.

Non sei sola anche quando sei sola.

Mantieni il tuo impegno a rimanere, a non scappare, a non cercare fuori di te.

Hai e sei tutto ciò che ti serve.

Il resto è un’aggiunta.

Lascia andare il giudizio, trasformalo in amore per la tua merda, per le tue schifezze, per i limiti che ancora hai, per le paure che ancora senti.

Impegnati ad amarti ogni giorno, anche quando non ti piaci.

Impegnati a chiudere gli occhi senza paura.

Impegnati ad accogliere la compagnia della tua solitudine.

maggio 23, 2017

Prima edizione del Progetto “ARTE CUM CROSS SEGNITIVA": lo Spettacolo tra Terra e Cielo.

5 maggio 2017
"TERRA-ARRTE"

La prima giornata del Progetto "Arte Cum Cross Segnitiva" inizia con la quinta.


Ci alziamo all’alba, iniziamo a leggere i Ricanti, i colori e le forme delle nuvole ci ispireranno per tutta la giornata. Il rosa delle nuvole e il rosso di un sole contento di avere noi come spettatori fa spostare le nuvole per farci guardare questo spettacolo; infatti noi, seguendo la rotazione della terra, ci inchiniamo ad esso che sorge trionfante. 


Si continua con un’allegra passeggiata nel bosco, che viene accolta e percorsa con una piccola paranoia momentanea superata con modesta facilità. 


Dopo una corsetta, Valentina ci propone di ricontattare la terra, di toccarla e sentirci figli di essa…  Non a tutti piace, ma cerchiamo di proseguire. 


Risalendo, troviamo dei caprioli che saltellano contenti nel lato opposto al nostro, e questo ci rallegra particolarmente. 

Dopo un’abbondante colazione, ci dirigiamo al Peglio dove c’è il laboratorio di Valentina che ci fa un’introduzione sul posto e sui vari tipi di vetro che, pur essendo simili tra loro, a contatto con la luce hanno tutti un effetto diverso. 


Finalmente iniziamo a tirare fuori la nostra parte creativa usando colori a tempera su diversi tipi di cartoncino, mischiamo i colori tra loro per ottenere opere uniche e irripetibili. 


Ne sforniamo veramente tante! 


Durante il bilancio, mentre illustriamo i nostri disegni, arriva l’ultimo componente di questo nostro CUM, Giada, che è veramente entusiasta di iniziare questo nuovo progetto.

Michele

06 maggio 2017
"IMMERSIONE NEI RICANTI"

Oggi è il compleanno di Franz, il padre di Valentina, antenato del progetto di 91 anni, ed è il secondo giorno.

Abbiamo deciso, come ieri, di iniziare la giornata muovendo il nostro analogico, immergendoci negli antenati, ma prima vengono a farci visita i due cani messaggeri. 
La giornata comincia con una passeggiata in direzione del pineto a Nord di Ca’Marco. 


Ci avventuriamo seguendo il sentiero, arriviamo vicino ad una tana di tasso e iniziamo la lettura di vari Ricanti. Ognuno di noi sta vivendo una fase specifica, ci immergiamo trovando negli scritti un fondo comune della vita. 


A sorpresa, Valentina ci propone di dividerci dall’affiatato gruppo e di sperimentare ognuno di noi un cammino in solitudine, libero, prima di ritrovarci a casa per la colazione. 
Anche se in maniera differente, ad ognuno questa dinamica ha mosso cose proprie mettendo tutti di fronte ad una scelta.


Dopo la colazione, Cristian consegna ufficialmente ad ognuno di noi il grembiule del CumCrossSegnitiva, da arricchire con un disegno ad acrilico e da lasciare alle future edizioni del progetto. 


Arrivati al Peglio, alla seconda fase della giornata, iniziamo l’immersione nel lavoro. 
Prima di iniziare, la padrona di casa ci fa un excursus storico sulla sua esperienza con il vetro, sia a livello tecnico, sia a livello di produzione, nonché a livello emotivo.
A differenza del giorno prima, il lavoro sarà di gruppo sullo stesso foglio e, sempre a sorpresa, Valentina ci propone dei doni della natura, frutto della passeggiata, serviti su un vassoio di corteccia: i nostri strumenti di lavoro in questa seconda fase di immersione, questa volta con i colori.   


Io, Melissa, vengo invitata a coprirmi gli occhi, a dipingere come se fossi priva della vista, priva del mio controllo. 
All’inizio vengo accompagnata da Margherita, mi viene concesso di scegliere e decidere che colore usare, che strumento e come, ma non potendo vedere devo credere e fidarmi.
Nella seconda fase, mi affido a Michele, il quale mi fa sempre scegliere i colori da cui partire, ma senza dirmi quali sono e facendomi cambiare strumenti di lavoro.
Nell’ultima fase invece Cristian sceglie per me: io posso solo “segnare”. 


Il fatto di dover andare a tentoni, di non poter vedere cosa fosse il risultato e percepire ogni cosa, ogni suono e ogni sensazione amplificata, mi ha fatto immergere e anche perdere in quello che mi stavo vivendo, senza controllo razionale. 
Ho pianto, ho gioito e ho sentito aprirsi un canale tra stomaco, cuore e mente, canale rimasto aperto anche nelle fasi successive. 
Nel togliermi la benda, la mia vista si è annebbiata, come la mia mente, mantenendomi in quello stato di sospensione e sballo.


Contemporaneamente, noi del gruppo abbiamo iniziato a giocare con i colori, prima con timida curiosità e a mano a mano lasciandoci prendere dallo scambio, invadendoci, mischiando i colori, in una danza di schizzi, stampe, usando i supporti del bosco che ci hanno ispirato un rapporto più diretto e rompendo gli schemi, facendo fluire l’energia creatrice. 
Contenti di questo insieme nello scambio segnitivo, ci siamo inchinati davanti al risultato inatteso, alle combinazioni insolite e inedite di lavoro che utilizzeremo come schemi di lavoro per la progettazione. 


Espressione ed espressività, siamo partiti dalla meraviglia della natura che è, per arrivare ad una rappresentazione e sperimentazione di colori e forme che ci serviranno per elaborare la base della vetrata.


E passiamo adesso alla Teoria.

Dai disegni di ieri, elaboriamo singolarmente la nostra teoria, per poi dedicarci alla lettura di altri Ricanti di antenati del luogo, dei partecipanti, scritti o disegnati. 
Questa fase è stata dedicata esclusivamente alla elaborazione figurativa della vetrata, passando dal selezionare parole chiave di fondo comune ed elementi di ispirazione per la vetrata del “Ricontattare se stessi”, che verrà collocata al primo piano della Foresteria.


Alla fine del “Teo-Storming” (Teo da Teo-fondità cit. Valentina docet), abbiamo fatto festa dando valore a Valentina e al suo lavoro di Mastra Vetr-Art-Tonauta. 


Si rientra a casa, si cena e ci si dedica al bilancio serale. 
Domani ci godremo un’altra alba.

Melissa & Veronica

7&8 maggio 2017
"DAL DONO REGALO PROIETTATI VERSO UN NUOVO SPETTACOLO"

Domenica, la giornata inizia molto presto, sveglia alle 5:30 sperando di ammirare l’alba.
Era nuvoloso e il sole non si è visto, ma è stato comunque bello immergerci nella camminata e nei Ricanti. 


Dopo il nostro fondamentale ricontattarci, Valentina ci ha portati in bel bar bio. 
Poi siamo tornati al laboratorio del Peglio e la nostra cara Mastronauta Valentina ha assegnato uno strato ad ognuno di noi ed abbiamo iniziato a fare i bozzetti per la vetrata.
A Francesco e Melissa è toccato l’abisso del mare, a me Giada il mare in superficie, a Cristian il sottoterra, a Margherita la terra in superficie e a Veronica e Valentina il cielo, mentre Michele si è impegnato ad elaborare un’unità didattica ispirata ai vari strati.


Abbiamo vissuto la mattinata con tanta creatività e all’insegna della scoperta delle nuove tecniche e colori che ci ha mostrato Valentina.
Ad un certo punto è arrivato Cristian che ci ha accompagnato con il suo spirito giocoso e ballerino.


Dopo una mattinata così ricca e intensa è arrivato un dono speciale da parte di Rosy e Franco che ci hanno preparato un ottimo pranzo domenicale/familiare.


Come viandanti in cammino, appena riposati e rifocillati, ci rimettiamo in viaggio verso il laboratorio artistico dove riprendiamo i lavori iniziati la mattina. 
Ci sperimentiamo in varie tecniche: china, tempera, pennarelli acquerellabili: l’entusiasmo è il vero fondo comune, e il fatto di dipingere insieme è proprio uno sballo.


Non sentiamo confronti-differenza fra chi è più esperto e chi invece è ancora principiante, anzi, ognuna delle nostre specificità è uno stimolo che ci incoraggia, il clima è rilassato, ma anche eccitato.


Probabilmente ci troviamo nell’anello simbolico del Cummunitometro, alla voce dono-regalo che ci sta proiettando verso un nuovo spettacolo. 


Oltre ai bozzetti, decoriamo le bottiglie fuse nel forno, personalizziamo i grembiuli da lavoro con disegni, simboli e lettere.
Liberare la creatività spesso bloccata, non espressa, è uno degli obiettivi del progetto che la nostra condottiera Valentina con coraggio ha proposto e sta portando avanti con Maestria e amore per-con noi primi fortunati.


Tornati a casa il DJ Cristian ci accoglie con musiche che ci hanno permesso di esprimere in maniera liberatoria il nostro codice analogico.
Con naturalezza ci siamo messi tutti a ballare con grande energia, e questo ci ha fatto sentire ancora più uniti.


Un giro ad Urbania a mangiare il famoso crostolo completa questa giornata perfetta.

Ecco arrivato l’ultimo giorno del progetto innovativo dell’Artista Globale Valentina Loffelholz.
C’è ancora allegria e voglia di creare nell’aria, ognuno di noi si sveglia presto determinato a rispettare il programma che ci siamo dati la sera prima: arrivare all’Università delle Arti (località Peglio) camminando in mezzo al bosco. 


Ancora una volta facciamo squadra ad aiutarci tra di noi dove troviamo difficoltà nel procedere (salite, rovi, fango scivoloso, inediti vari).
Durante il cammino, abbiamo dato spazio ad una sosta per ricontattarci attraverso i Ricanti: anche questa attività fisica circondata dagli antenati è un modo per attraversare le nostre membrane e scendere nei codici più profondi.


Al nostro arrivo ci concediamo una sosta rigenerante al bar. 
Essendo l’ultima mattinata di lavoro, ognuno di noi dovrà chiudere dei cerchi aperti nei giorni scorsi. 
Oggi ci hanno fatto compagnia anche Ester e Emma, artiste in erba, che hanno portato ancora più colore e gioia al nostro laboratorio.
Arriva un altro dono da Rosy che porta una rosellina ad ognuno di noi, accompagnata da un pensiero scritto, per festeggiare la festa della mamma. 
Il dono è rivolto anche ai maschi come augurio per sviluppare un buon femminile.


Salutiamo il laboratorio con un pensiero musicale di Francesco e ci dirigiamo a Ca’ Marco per il pranzo. 

Concludiamo la giornata con i bilanci finali e i saluti.


Il primo grazie speciale va a Valentina, artista di serie A, che è riuscita a mettere insieme teoria e prassi stando su tanti livelli con maestria. 


Grazie anche a Cristian che è stato un fedele spirito creatore.


Grazie anche a tutti noi Vitrartonauti.


Grazie a Mariano che ha spinto e sostenuto questo inedito progetto di arte Cum Cross Segnitiva!


Giada & Margherita