agosto 18, 2017

Seconda edizione del Progetto “ARTE CUM CROSS SEGNITIVA": Vetro e Amore, un solo progetto per infinite specificità.

7 & 8 luglio 2017: antenati e "materia dello Spirito".

Alle ore 16.00 ci siamo trovati a Ca’ Marco, ad Urbania, a casa di Cristian, Valentina, Ester ed Emma per l’accoglienza dei partecipanti alla seconda edizione del Progetto di arte Cum Cross Segnitiva: Ornella, Silvana, Angela, Grazia, Michele e Juliana, mentre Alessandro e Valerio ci hanno raggiunto in tarda serata.


Siamo stati accolti dall’Associazione Pesaro-Urbino: Ombretta, Paride, Victoria, Davide e Rosi hanno fatto festa per noi facendoci sentire da subito il loro impegno devoto a fare da placenta per questo progetto.
Prima dell’ascolto dello Stato Quiete, è stato bello accompagnare con il codice analogico il titolo del progetto.
Cum sta ad indicare un insieme di persone che condividono il fare arte, spesso vissuta in solitudine pur essendo il patrimonio creativo di ognuno di noi.  
Cross indica l’intreccio dal quale può nascere una nuova modalità espressiva inedita che conserva le specificità di ciascuno nell’ottica della realizzazione di un’opera fetogenetica: le vetrate della foresteria nel Villaggio Quadrimensionale di Troia.
Segnitiva si riferisce al legame che il potenziale creativo di ognuno di noi ha con gli antenati: seguire la strada dei segni anche attraverso il contatto con la natura e i suoi elementi ci avvicina ai nostri codici più profondi facilitandoci ad esprimerlo artisticamente. 
In questo modo l’arte non è più legata al bisogno di essere visti, funzionale solo all’esterno, ma diventa una strada per avvicinarsi all’ontologico.
Ca' Marco rappresenta un luogo ideale perché immerso completamente nella natura, circondata da boschi, montagne, profumi e colori incontaminati, inoltre come ci ha raccontato Paride è una casa costruita mattone su mattone a otto mani e cresciuta insieme al percorso personale e familiare di due coppie che, anche grazie alla neonata associazione, sentono profondamente il valore di aprirla alle persone che ospitano.


La coordinatrice del progetto è Valentina, supportata dalla presenza devota di Cristian e accompagnata dalle assistenti Ester ed Emma.
Dopo che ognuno di noi ha condiviso le motivazioni che lo hanno spinto a partecipare al progetto, abbiamo concluso la serata con una cena nel porticato del giardino del Cum.

Sabato mattina, dopo la colazione, ci siamo diretti al Peglio, dove Valentina, prima di entrare nel laboratorio, ci ha accompagnato a fare il percorso dei cinque sensi chiamato “La materia dello Spirito”. Immersi nel silenzio, abbiamo guardato, sentito, toccato tutto quello che abbiamo incontrato, siamo entrati anche in una piccola grotta respirando il profumo umido del muschio e ascoltando le sensazioni che quel posto ci ha evocato. 


Giunti in cima alla torre, siamo stati accolti dagli abitanti del posto con un inaspettato barattolo di frutta fresca e, seduti in cerchio, Valentina ci ha presentato i vari monti che ci circondavano, in particolare il Monte Simone e il Monte Nerone che poi abbiamo visitato nel pomeriggio.


Così, immersi, abbiamo riflettuto su come questo progetto fosse nato sull’onda catabolica e benedetto da un incendio di un paese vicino: il negativo, in questo senso, rappresenta una spinta vitale rispetto alla quale procedere con lentezza senza spaventarsi.

Dopo aver letto il ricanto di Grazia e ascoltato lo Stato Quiete di Valerio e Alessandro, ci siamo diretti al laboratorio, dove Valentina ci ha spinti utilizzando carta da riciclo e colori a tempera ad esprimerci in maniera libera, senza giudizio, proprio come fanno i bambini. Abbiamo tappezzato il pavimento di tutte le nostre opere che insieme hanno dato vita ad uno spettacolo meraviglioso. 


Dopo il pranzo, abbiamo fatto un’escursione sul Monte Nerone, dal quale si gode di una vista eccezionale. In un bel prato, sulle coperte e con un gruppo di cavalli che correvano liberi intorno a noi, ci sono stati riconsegnati i lavori della mattina per firmarli, datarli e scrivere il senso profondo attraverso una teoria o un titolo che ciascuno di noi ha dato ai propri disegni.


Dopo cena, ci siamo goduti lo spettacolo di “un’arena esistenziale” in cima al Monte Nerone, che da una parte ci ha deliziato di un tramonto frastagliato di nuvole e dall’altra di una luna chiara, piena e limpidissima, quasi a darci il “segno” della bellezza della notte e del buio dell’anello diabolico.


Angela e Grazia

9 luglio 2017: gli strati e i sei magma.

Ci siamo svegliati e siamo andati a disegnare al laboratorio, dopo aver fatto colazione.
Abbiamo trattato il tema degli strati e Valentina ci ha spiegato che si dividono in sei magma: abissi, terra, mare, cielo notturno ed extra universo.


Ognuno ha realizzato dei disegni con un tema ciascuno: siamo tornati a casa stanchi ma soddisfatti e dopo un riposino siamo andati al fiume, dove ci siamo divertiti e Juliana ha pure fatto il bagno di notte.
Ci siamo riposati fino a che Paride ha commentato una favola, insieme a Ombretta e a tutti gli altri, e ognuno ha detto la propria sulla favola.
È stato bello il paragone al Cum-munitometro della storia di Scarpette Rosse, in cui si passa da uno stato di morte a vita e viceversa.


Ringraziamo tutti della serata trascorsa veramente intensa e significativa, anche per l'interpretazione di Paride.

Cum-cross-segnitivi-notturni

10 luglio 2017: memorie in rima!

Dopo essere andati a letto tardi la sera prima, alla fine della giornata proviamo a scrivere questo post in rima.


“Dormire qualche ora in più sarebbe stato meglio,
Ma ci siamo alzati presto e carichi per continuare il cum-cross al Peglio.
Ognuno di noi ha continuato il proprio disegno,
E tutti quanti sui grembiuli di Vale e Cri, abbiamo lasciato il nostro segno.
Ogni opera è stata profonda, personale e bella da guardare,
E anche i più incalliti si sono scordati addirittura di fumare.
Tutti erano immersi nelle proprie cose e incuranti del giudizio esterno,
E si permettevano di ascoltare il cuore battere dallo sterno.
A contatto con la vita è successa una vera magia,
Kable Jack ha consegnato l'occorrente per fumare la maria.
Non è stato questo il suo unico gran traguardo,
Ha deciso di staccarsi anche dal gioco d'azzardo.
Soddisfatti dal pranzo, dopo aver mangiato,
Juli, Valerio, Angela, Ale e Michi si sono cimentati nei giochi che quest'ultimo ha creato.
Semplici, avvincenti e ognuno diverso,
Comunicano ciò che lui dalla sua storia ha ottenuto e ciò che ha perso.
Nel tardo pomeriggio siamo tornati all'università dell'arte, 
E i disegni in quel momento abbiamo messo da parte.
Valentina e Cristian ci hanno raccontato,
Come a lavorare il vetro hanno iniziato.
Hanno cercato di trasmetterci un po' della loro conoscenza,
Maturata dopo un viaggio in India e anni di esperienza.
Vetro, stagno, rame adesivo,
E la punta di diamante per un taglio incisivo.
Sono questi gli attrezzi della loro passione,
E li abbiamo ascoltati con grande ammirazione.
Alla sera, dopo la cena è successa una cosa speciale,
Ester ed Emma hanno deciso di farci vedere uno spettacolo danzante nel loro modo professionale.
Dopo lo spettacolo ci siamo seduti sul prato,
Sotto il cielo stellato ed il bilancio abbiamo iniziato.
Non abbiamo parlato in tanti, 
Perché tutti eravamo molto stanchi.
E così siamo andati a letto verso mezzanotte”.

Juliana e Valerio

11 luglio 2017: intreccio tra Sole e Luna.

La mattinata è iniziata, pur essendo stanchi del bilancio fatto ieri sera ci siamo svegliati tutti prima del solito. Facciamo colazione al bar del Peglio, ci ritroviamo tutti al laboratorio dove ci ricontattiamo, leggiamo vari ricanti, anche un nuovo inedito scritto da Valerio. 
Oggi faremo un disegno con tema sole e luna, che riprendono un po’ i simboli trovati durante le giornate e le emozioni provate nei giorni passati. 
Ci aiuteremo con la Piramide per illustrare questa nostra giornata globale.


Rapporto con noi stessi: ognuno di noi ha rappresentato questo crossing-over tra luce e buio, notte e giorno disegnando con il tema comune "sole-luna" tutti a modo loro e con la propria arte; questo ci fa vedere quanto siamo bravi ed eterogenei.
Rapporti forti: dopo aver finito ognuno il proprio, Valentina ci ha aiutati a trovare un fondo comune per disegnarne uno che li rappresentasse tutti. La mastra e la placenta ci danno l’angolo alfa di 45 minuti per finirlo.


Il punto di partenza è il bozzetto di Michele, al quale viene dato il compito di regista per l’elaborazione di quest’opera. La Luna avrà l’espressione del disegno di Angela e le radici di quello di Silvana. Il Sole avrà i raggi a forma di albero fatti da Grazia. L’occhio centrale avrà le ciglia di Ornella e l’espressione di Michele. Lo sfondo è caratterizzato dal fiume che divide in due il disegno. Altri due spiriti liberi sono il lupo e l’aquila disegnati da Alessandro e le nuvole di Valerio.
Rapporto con i gruppi: questo sarà un elemento caratteristico di questa seconda edizione del progetto artistico CUM CROSS SEGNITIVA, che darà uno stimolo ai prossimi progetti e ci presenterà ai prossimi artisti che si cimenteranno. Infatti, questa nostra vetrata verrà assemblata durante la terza tappa.


Globale massimo: è quello di farci vedere il processo e la creazione di una vetrata, passando da albero della conoscenza ad albero della vita saremo noi fenomeno vivo e procreatore di questo primo step fatto di Vetro e Amore. Intrecciarci e lasciare un segno: il progetto è uno, ma le specificità sono Infinite.



Oggi è stata la nostra ultima giornata al laboratorio.

Per concludere in bellezza, abbiamo dipinto ognuno i propri grembiuli, che come sappiamo sono un’eredità che lasciamo ai prossimi artisti, un segno. Tutti noi abbiamo anche disegnato su quello di Cristian e Valentina: questi ultimi hanno un pensiero per noi... ci fanno trovare una bottiglia ciascuno da disegnare col proprio stile, i risultati sono incredibili…


Cristian ci prepara il pranzo a casa e lo porta al Peglio: mangeremo sul prato, sotto la torre dove l'anemos è forte e la pasta è abbondante.

Dopo aver salutato il laboratorio con un’inedita coreografia ideata da Grazia, ci avviamo verso Fermignano dove ci aspetta Amicucci, un negozio di belle arti super fornito di attrezzi del mestiere... L’arte costa, ma ne vale la pena…


Torniamo a casa per rinfrescarci.
Stasera ci aspetta una bella e buona pizza a forma di CUM CROSSante al gusto SEGNITIVO.

Ornella e Michele

12 luglio 2017: Bilancio del progetto Arte Cum Cross Segnitiva.

La giornata è iniziata con i saluti: c'erano Davide e Vittoria in conduzione, che hanno presentato la teoria attraverso il Cum-munitometro, ovvero “cum” che significa creare un intero tra più parti di sé, che tra loro non formano un intero, ma che possono diventarlo! 
“Munus” che è ciò che incolla i pezzi o le varie colle. 


Questo ciclo diventa un ciclo inferiore o infernale in senso anti orario ed è un aiuto-contro che la vita ci dà per poter rigenerare un ciclo che nella vita non va più bene. 

Il crossing-over parte da due geni diversi che si intrecciano e ne formano uno nuovo: è uno scambio di pezzi di noi e dell'essere presenti l'uno all'altro, aprendosi all'altro attraverso uno scambio reciproco. Il crossing-over determina la diversità di ognuno di noi.  


Poi abbiamo parlato del Pillolendario, in cui si dice che in mancanza del gatto i topi ballano, e di quanto la morte di alcune presenze diventa l'opportunità per nuove ipotesi. Molto spesso riusciamo a esprimere i nostri talenti quando siamo in assenza del gatto, ma in realtà dobbiamo imparare a farlo anche con la presenza del gatto, e la stessa cosa vale per alcune presenze dentro di noi che, quando muoiono, danno vita alla vera essenza di noi. 


Il bilancio di Ornella è stato il primo a svolgersi: Ornella ha fatto un bellissimo passaggio, ha trovato un buon rapporto di fratellanza con i ragazzi del gruppo con i quali ha scambiato carezze e coccole. 


É stata poi la volta di Silvana, che ha ringraziato principalmente la figlia per essere arrivata a questo progetto, in cui entrambe si sono distinte per le loro specificità creative. 
Ha ringraziato poi anche Alessandro per la sua bellezza e purezza di cuore e per il suo "azzardo" nella vita. In ognuno dei suoi compagni di viaggio ha trovato una qualità in cui si è rispecchiata e li ha ringraziati individualmente. 
A conclusione, un piccolo spettacolo improvvisato da Nicola, Ester e Emma dedicato a Silvana. 


Angela ha presentato il suo disegno che rappresentata il diavolo: è stato un gran travaglio per lei fare questo disegno, molto rappresentativo, disegnando se stessa nei suoi vortici e nei suoi incatenamenti. Il positivo è comprendere che ha ritrovato dentro di sé un fuoco e una passione per la vita. 


Dopodiché c'è stato il pranzo, cucinato da Rosi, alla quale va un ringraziamento speciale. 

Successivamente c'è stato il bilancio di Michele, che ha raccontato momenti di su e giù e di gioco. Michele ha vissuto, durante il progetto, un momento di dolore in cui si è permesso di poter piangere ed è stato supportato da Valentina, Valerio e Alessandro, che si sono messi in ascolto devoto. 
Con ognuno dei ragazzi ha creato una notevole alleanza fraterna, e durante il bilancio è emerso quanto sono diventati importanti l'uno per l'altro. 


Davide ha fatto una teoria su questi tre ragazzi, dicendo che sono riusciti a tirare fuori le loro emozioni ed ha consigliato di tessere legami di amicizia per far emergere le proprie emozioni e stabilire così legami profondi che possono tirare fuori dalle dipendenze. 
Michele ha parlato poi dei suoi disegni.  

É la volta di Maria Grazia, che ha ritrovato la sua parte artistica che non aveva espresso liberamente per non oscurare gli uomini della sua vita e finalmente si è ricontattata con una parte della sua esistenza. Temeva di portare a casa i suoi elaborati per paura di affrontare la parte del giudizio che poi però è riuscita a sciogliere. 


Juliana ha ritrovato la voglia di farsi coccolare dal materno di Silvana ed ha anche trovato una relazione fraterna con i ragazzi. 
Durante il percorso e il bilancio è emersa la parte di confronto con la sorella e di non essere vista riconosciuta e accolta dalla mamma. 


Il bilancio si conclude con Alessandro e Valerio. 
Alessandro comincia il suo bilancio dicendo di aver fatto i disegni dopo che Valentina ha spiegato i sei strati abissi, magma, terra, mare cielo e extra universo, che per lui rappresentano ognuno un pianeta di se stesso.
Ha detto qualcosa a ogni persona che ha partecipato al progetto e ha ringraziato Rosi per le pietanze cucinate. Ha acquisito la consapevolezza di poter contare su persone importanti per lui. 
Poi ha parlato anche di un disegno a quattro mani svolto con Michele. 
Infine il bilancio di Valerio, emozionatissimo per la bella sorpresa ricevuta perché sono venuti a trovarlo per il bilancio il fratello Federico e l'amico Enrico. Ha parlato dei suoi demoni, come il rapporto con le donne, e ha riscoperto il disegno e la sua parte creativa che non prendeva in considerazione da quando era bambino. Ha mostrato il disegno con una mano e la luna: vuole cercare di recuperare il suo maschile, anche rafforzando il rapporto con Alessandro.  


A ognuno dei partecipanti è stata consegnata la bottiglietta di vetro che avevano decorato durante il progetto. 

A Silvana è stato proposto di fare il rito della rottura della Bottiglietta per lasciare la sua parte piangente. 
É stata anche consegnata una croce laica ad ognuno, fatta da Valentina.  
Un ringraziamento speciale a Valentina e Cristian per questo importante progetto.

Lucia ed Elisa

agosto 16, 2017

"Dal mosaico di Darion Gray all'Alber(t)o globale intrecciante".

In una calda giornata di agosto noi, Angela T., Riccardo, Veronica, Alberto e Dario ci ritroviamo nella sala della Teofondità a concretizzare gli spunti del laboratorio mosaicale del pomeriggio precedente.


La conduzione del laboratorio, a cura del mastro mosaicista Dario, si è svolta a casa dei nonni per ideare una ipotesi di messa in opera del Cum-munitometro. 


In questa settimana, con l'aiuto di Alberto, che ci ha accompagnati nel sapere teorico-pratico dell'arte del mosaico, abbiamo prodotto diversi bozzetti che Dario ha raccolto con una brillante teoria sull'arcobaleno e la rifrazione dell'acqua.


Il sabato ci ritroviamo tutti sul cantiere e i mosaicisti Angela, Riccardo e Alberto hanno mostrato il lavoro svolto durante la settimana. Poi ci siamo soffermati su come inserire il Cum-munitometro nel tronco dell'albero, che tessera dopo tessera sta prendendo forma.

Grazie all'intuizione di Riccardo, abbiamo proposto e deciso di regalare un momento di confronto fra Dario e Alberto poiché sentivamo la loro necessità di incontrarsi sulle loro difficoltà.


Così facendo, abbiamo proposto un BilanGiano condotto da Angela, Riccardo e Veronica. 
Applicando la regola del C.A.C.A.R.E., Alberto ha iniziato a raccontare il suo vissuto negativo e positivo a Dario sulla loro relazione. Anche Dario ha raccontato le sue verità e così si è delineata una strada "Dal mosaico di Darion Gray all'Alber(t)o globale intrecciante".


Per Dario, il mosaico ha rappresentato una dinamica metastorica potente, che al contrario del dipinto di Dorian Gray, che manteneva in vita parti morte, ha riportato in vita parti sue sepolte e ora nuove. Alberto, di suo, in questa fase di rinascita di Dario attraverso il mosaico, ne ha beneficiato nutrendosi delle parti padre che fiorivano da Dario. Ancora di più con la lontananza fisica di Dario dal mosaico, Alberto ha potuto sperimentare sempre più elementi per sentirsi padre di se stesso. Da qui lo scontro-incontro fra i due: chi è ora il padre? Chi il figlio? Chi deve rinunciare a cosa?


Il fondo comune potrebbe essere descritto così: quando si vive la relazione dal vivo e con continuità, facendo emergere i propri desideri, si sviluppa una dinamica di crescita e scambio profondo. Per questo, chiudiamo il BilanGiano prospettando ai due di passare più tempo assieme, valorizzando la loro relazione a prescindere dai ruoli del mosaico, per poter poi incontrarsi nel progetto mosaico alla pari. Nel pomeriggio, Dario e Alberto hanno messo insieme un nuovo tratto di mosaico. 


Angela, Veronica e Riccardo

agosto 14, 2017

COMUNICATO STAMPA DEL 13 AGOSTO 2017: UNDICESIMA EDIZIONE DEL PROGETTO “RAINBOW” SUL TEMA “COME TRASFORMARE LE SCENE PRIMARIE IN UN INSIEME FEMMINILE-MASCHILE”.

Dal 24 settembre all’8 ottobre 2017 a Sasso di Castalda (PZ) si svolgerà la undicesima edizione del progetto “Rainbow”, una sperimentazione avanzata nel campo del trattamento del disagio psichico e non, che vedrà la partecipazione di persone provenienti da tutta Italia e anche di bambini.


Da oltre 40 anni il “Metodo alla Salute” e il “Progetto Nuova Specie”, di cui la Fondazione Nuova Specie onlus è rappresentante, hanno messo a punto e collaudato una primizia nel campo del cosiddetto disagio psicotico: un trattamento che non prevede l’utilizzo di psicofarmaci e sostanze sostitutive, ma si avvale di dinamiche di gruppi e metastoriche che coinvolgono anche il corpo e le emozioni.

Nell’ambito della sperimentazione “Oltre le colonne d’Ercole”, sono stati messi a punto una serie di progetti sperimentali di crescita per cosiddetti psicotici (“Ti ricovero a casa mia”, “Faama”, “Rainbow”) che partono dalla convinzione, appunto, che sia possibile andare “oltre le Colonne d’Ercole” convenzionalmente fissate dalla psichiatria dominante. L’interpretazione e il trattamento adottati dalla psichiatria farmacologica risultano essere, infatti, una specie di “Colonne d’Ercole” oltre le quali non è possibile intravedere nessun’altra terra o punto di vista, inquadrando queste forme di disagio in prospettive croniche e senza possibilità di cambiamento.

Il progetto “Rainbow” rientra nell’ambito delle “Conv.Inte.” (Convivenze Intensive) quale settore specifico della Fondazione Nuova Specie onlus, insieme al progetto “La Finestra di Babich” (convivenza intensiva per sole donne), al progetto “EVVIVA” (convivenza intensiva per soli uomini), al progetto “Home” (convivenza intensiva fine settimanale nella propria abitazione), al progetto “Mi ricovero a casa mia” (convivenza intensiva per situazioni psicotiche nel proprio nucleo familiare), al progetto “Nutella” (convivenza intensiva estiva per situazioni psicotiche e non).

Il progetto “Rainbow” rappresenta una interessante sperimentazione intensiva sul campo, della durata di due settimane, in cui convivono situazioni cosiddette psicotiche e situazioni asintomatiche, inclusi anche bambini, pre-adolescenti e adolescenti, in quanto ogni individuo, anche se non presenta un sintomo evidente, ha dentro di sé parti “psicotiche” che vanno prevenute, elaborate e messe in dinamica, anche grazie al confronto-scambio con gli altri partecipanti, coinvolgendo tutti e tre i codici della vita personali. La convivenza e lo scambio tra le diversità permette, infatti, un arricchimento e approfondimento delle dinamiche di gruppo e rende possibile  fare prevenzione anche riguardo il disagio.

Questa undicesima edizione ha come tema: “Come trasformare le scene primarie in un insieme femminile-maschile”, tema che sarà oggetto, nel corso delle giornate, di “dinamiche metastoriche”, di laboratori teatrali “Realtea” e di momenti di formazione, anche avvalendosi delle originali ed innovative unità didattiche (“le sette corde della chitarra didattica globale”) e attraverso la lettura di testi mitopoietici. Tali innovative metodologie si avvalgono del nuovo punto di vista messo a punto dal dottor Mariano Loiacono
(“Epistemologia Globale” e “Quadrimensionalismo”).

Il Progetto si svolgerà in Basilicata, a Sasso di Castalda (“U Sàsse” in dialetto lucano), uno dei comuni più incontaminati della Basilicata, caratterizzato da montagne, corsi d’acqua, ricca vegetazione, variegata quantità di animali e aria salubre.
La struttura, sede della iniziativa, è una ex-caserma della forestale gestita da Lega Ambiente e situata all’interno del CEA (Centro di Educazione Ambientale) denominato “Il vecchio faggio”, all’interno del giovane Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il nome deriva da un “faggio” antichissimo che è presente nella “Costara di San Michele” del paese: un albero secolare, la cui età è stimata tra i 300/400 anni, che prende il nome dalla vicina Cappella dedicata al Santo. 

L’evento è co-organizzato dalla Fondazione Nuova Specie onlus e dall’Associazione Alla Salute Basilicata che promuove il Metodo alla Salute nel territorio lucano.

Per info: 347-5377143.

agosto 11, 2017

"Fabio, da una presenza accanto a una presenza dentro": a cosa ci vuole spingere Fabio?

Lunedì 17 luglio 2017: l'astronave Fabiana.

Nel pomeriggio di lunedì 17 hanno iniziato ad affluire in Toscana i primi ospiti della due giorni in memoria di Fabio. 
Dalla Sicilia è arrivata Cetty, poi sono arrivati Mariano, Giovanna, Francesca L., Giuseppina, Raffaele, Sandra e Cindy.

Mariano ha subito iniziato ad accompagnare Fabiana a vedere l’utilità e l’importanza di partecipare al rito in onore e per salutare Fabio a modo nostro.
Mariano ha spiegato a Fabiana che lei è sempre stata prevalentemente albero della vita, mentre Fabio prevalentemente albero delle rappresentazioni, della conoscenza, ma non sono riusciti, in vita, ad intrecciarsi, a scambiarsi le parti, a fare un crossing-over.
Mariano ha spiegato a Fabiana che, appunto, l’albero della vita c’è ma non ha molto coltivato l’albero della conoscenza.
La conoscenza è importante per avere strumenti propri per poter leggere, interpretare le cose nostre, la nostra vita, quello che ci accade, ed ha poi evidenziato che anche questo sarebbe un modo per onorare Fabio.


Mariano ha poi ribadito che secondo lui Fabio è morto sereno, perché aveva contattato una cosa importante.
Ha ribadito anche che per stare bene bisogna coltivare questi due alberi, quello della vita e quello della conoscenza, ricordandoci che nella cultura precedente ci hanno abituati molto all’albero della vita, mentre la conoscenza era più di chi studiava, dei preti e noi siamo stati espropriati della conoscenza.
Fabio ha vissuto l’albero della vita in una maniera un po’ insoddisfacente, sviluppando di più il lato di interrogarsi.

Mariano ci ha poi illustrato la sua visione riguardo a Fabiana: lei come un’astronave e i due uomini che l’hanno amata tanto, Fabio e suo marito Andrea, a rappresentare due missili che hanno voluto portare in orbita l’astronave Fabiana e, all’esaurimento del potenziale propulsivo, si sono staccati.

Mariano ha poi fatto vedere a Fabiana che lei adesso vede solo quello che ha perso - queste sono le tentazioni - ma se poi uno riesce a trasformare il dolore in un potenziale di conoscenza, rimanendo con la prevalenza dell’albero della vita, allora è spinto a svolgere dei compiti particolari.


Ha poi ricordato a tutti noi che Fabio, partecipando all’ultima settimana intensiva, aveva capito di aver portato le due donne della sua vita ad un certo livello e per questo è morto sereno. 
Probabilmente avrà pensato: “Io più di questo non posso fare”...

Poi Mariano ha esposto il suo pensiero sull’utilità che anche Fabiana partecipasse al rito per Fabio, cosa che lei non avrebbe voluto fare: riprendendo la metafora dell’astronave, le ha fatto vedere che era un modo per dare un senso a queste due morti, altrimenti li avrebbe fatti morire veramente.
Proseguendo nella metafora dell’astronave, Mariano ha detto che, facendo diventare Fabio da presenza accanto a presenza dentro… “dove va l’astronave?”…
A questo interrogativo hanno entrambi convenuto che non c’è una fine, la morte non esiste, ma esiste una trasformazione.
A questo punto Mariano ha incoraggiato Fabiana a riprendere il senso del suo viaggio: l’astronave è preziosa!!!


Ha poi paragonato le morti di queste due persone giovani, i rapporti forti per Fabiana, alle contrazioni per una nascita.
Come ultimo aiuto Mariano ha ampliato il suo punto di vista riconoscendo che, certo, il dolore c’è, ci deve essere, lo dobbiamo avere dentro, ma deve essere una spinta e non un motivo per fermarsi.

Patrizia R. 

Martedì 18 luglio 2017, mattina: a cosa ci vuole spingere Fabio?

Mariano ha iniziato l’incontro a casa dei genitori di Fabio, evidenziando che dobbiamo vedere il bene anche dove tutto sembra dolore: infatti ha cercato subito di coinvolgere la zia di Fabio, che
voleva andare via, invitandola al rito, mettendo in evidenza il valore di Fabio il Grande, non approvando il suo gesto ma dando importanza a ciò che Fabio è stato, andando oltre le sue vicissitudini, ma valorizzando quello che solo lui era. 

Comprendendo il timore di recarsi nel luogo del suicidio, ha esorcizzato tale paura, spiegandoci che la partecipazione ci avrebbe aiutati proprio a transitare oltre la paura.
Mariano, mentre incoraggiava Franca, la mamma di Fabio, a partecipare al rito, ha spiegato che con questa iniziativa si sarebbe dato valore al frutto del suo ventre, in quanto è importante anche il negativo, non nasconderlo, non rifiutarlo, ma osservarlo per comprendere, non come la vecchia cultura contadina parziale, che lo nascondeva e lo copriva.

Preannunciando qualche elemento del rito, ha evidenziato che sarebbe stato bello per loro affrontare con serenità l’ultimo viaggio di Fabio, ripercorrendo le varie tappe che lo hanno accompagnato fino alla scelta accurata del luogo e dell’albero, ai quali ha affidato i suoi ultimi momenti di vita, come se volesse trovare una connessione tra terra e cielo congiunti attraverso l’albero.

Franca ha manifestato il suo timore che la depressione di Giampaolo, padre di Fabio, potesse peggiorare; secondo Mariano invece, proprio l’affrontare tale prova lo avrebbe potuto aiutare a transitare e in qualche modo alleviare il suo stato depressivo, aiutando entrambi a cambiare punto di vista per vedere le stesse cose in modo diverso e poter continuare vivere.  

Mariano ha continuato a mostrare un altro punto di vista sul suicidio, sottolineando come la partecipazione al rito fosse un'opportunità, sia per i genitori di Fabio che per la zia, per lasciare i soliti stereotipi della società e dare valore a questo vissuto.

Attraverso il rito, tutti avremmo potuto fare un passaggio: “con il suo suicidio, Fabio, quale vita vuole spingerci a vedere?”, perché il modo migliore per onorare Fabio è riprendere la propria vita e sentirlo da una persona accanto a una persona dentro.


All’arrivo di Cetty, Mariano ha continuato, con la sua infinita dolcezza, ad accompagnare Franca e Giampaolo a vedere il senso di questa iniziativa e il perché lei arrivava da così lontano, da Palermo.
Cetty ha raccontato che nel 2015 suo figlio Piero si era impiccato nella casa dove viveva con altri ragazzi a Roma.
A questo punto Mariano ha interrotto Cetty per spiegare che una persona che si impicca è una persona molto sensibile. 
Piero, ha continuato Cetty, si era trasferito a Roma per gli studi e fino all’ultimo momento non ha dimostrato nulla alla famiglia, nessun cenno di sofferenza, sembrava avere trovato la sua strada e il suo progetto.
Secondo Mariano, questi sono stati entrambi suicidi sereni. Entrambi, Fabio e Piero, avevano trovato qualcosa di importante e non lo volevano perdere, per questo hanno deciso che quello era il momento di interrompere la loro esistenza terrena per non sporcare quello che di buono avevano trovato, per non correre il rischio di tornare nella vita pesante del passato.

Mariano ha ricordato che questo dei suicidi e del disagio in generale, non è solo un problema della famiglia di Fabio o di Piero, ma è un problema della società, oramai diffuso.

Il mondo è cambiato troppo rispetto a come noi siamo cresciuti: i sociologi lo chiamano Mutamento Antropologico, cioè l’uomo di oggi che valori ha, le difficoltà che incontra, le sicurezze che trova.
In questa situazione i nostri figli non crescono molto solidamente e questo suicidio lo dobbiamo guardare così: “a cosa ci vuole spingere Fabio?” e non fermarci a domandarci “perché lo ha fatto?”

Fabiana e Patrizia R. 

Martedì 18 luglio 2017, pomeriggio: Fabio, da presenza accanto a presenza dentro.

Sono le tre e mezza, sono vicina al punto dell’incontro, un po’ in ritardo, ma era importante portare tutto l'equipaggio sulla nave! Così, dopo aver recuperato anche Chiara, arriviamo sotto la mansarda di Claudia e Fabio.
Le persone sono tante, le macchine una quindicina, c'è fermento, eccitamento, gioia per esserci rincontrati, in tanti, da tutte le regioni d'Italia. 

Ci siamo, ogni età è presente, ogni diversità, ogni specificità, ma oggi siamo tutti uguali nello spirito che ci accompagna verso la meta: lo spirito di Fabio.


Partiamo in carovana, attraversando le strade che Fabio ha percorso nell'ultimo giorno in cui è stato su questa terra.

Non era facile seguirci tutti, ma il gruppo è rimasto compatto, questo anche grazie al lavoro accurato che ha fatto Patrizia nell'organizzazione del corteo.

Quando passavamo in punti salienti (come il bar in cui Fabio ha fatto colazione prima di andare al lago), suonavamo i clacson tutti insieme per ricordare il grande spirito che stavamo onorando.
Abbiamo anche legato un nastro bianco allo specchietto retrovisore di ogni macchina, sia per farci riconoscere e sia come simbolo di un passaggio che avremo dovuto fare... dallo specchietto retrovisore al parabrezza...


Arrivati al lago, ci siamo messi in uno spiazzo, al riparo dal sole. La giornata era molto calda e il percorso che abbiamo fatto in macchina sotto il sole ci ha surriscaldato tanto. Nonostante ciò, si è sentito subito un clima sacro, un utero devoto che seppur caldo era accogliente e rincuorante.

Mariano è stato bravo a far sentire le persone partecipi e protagoniste del rito, chiedendo a chi aveva tentato il suicidio o a chi aveva familiari che si erano suicidati, di farsi avanti e spiegare la vicenda: questo ci ha permesso di entrare in profondità e ha aiutato Claudia e Fabiana a sentirsi meno sole e incomprese rispetto al lutto che si stanno vivendo. 

Poi i conduttori Claudia e Renzo hanno iniziato con la scaletta del rito e sono stati armonici ed artisti nel saper danzare tra le cose che si erano preparati e l’inedito che arrivava da Mariano, da Fabiana e da altri che sono intervenuti.

I bambini giocavano sereni nella natura e ogni specificità ascoltava con sacralità e devozione, sembrava di essere in una fiaba senza tempo.


Claudia ha letto il suo primo ricanto, ricanto potente e toccante sulla paura, che ha segnato l’inizio del rito e che è stato fondamentale anche per Fabio che lo ha letto tante volte prima della sua decisione. 
Renzo ha letto una lettera molto bella che ha scritto a Fabio quando era a Troia alla prima festa del Villaggio Quadrimensionale. 
Anche Fabiana ha letto la sua lettera al fratello, una lettera molto profonda e rivolta al guardare avanti.
È stato dato anche spazio a chi aveva scritto un pensiero per Fabio e abbiamo letto alcuni dei nostri scritti.

Mariano poi ha dedicato tanto tempo alla teoria, illuminandoci a verità che servono ad ognuno di noi, illustrandoci anche nuove Unità Didattiche e dandoci un assaggio della teoria che approfondirà su "Romeo e Giulietta": il tema principale è stato "Fabio, da una presenza accanto a una presenza dentro" e Mariano ha definito il gesto di Fabio un suicidio sereno. 
Ci ha spiegato anche i passaggi che si fanno per arrivare a smettere di vivere e i passaggi che invece si possono fare per uscire dal pozzo di Vermicino.


E' stato bello vedere come anche Fabiana è stata partecipe nel rito, nonostante non avesse organizzato con noi prima e non si fosse preparata niente. Ha fatto interventi liberi e armonici!

Credo che la profonda saggezza e grandezza di Mariano sia riuscita a trasformare un momento che poteva essere drammatico e pesante, in un pomeriggio ricco e sacro fatto di tante note... non è mancata neanche quella della festa!

Infatti prima di scendere all'albero abbiamo cantato il ritornello slogan della due giorni: "Fabio, Fabio, da una presenza accanto a una presenza dentro... Fabio Fabio".

Ci siamo incamminati nel bosco ed è stato emozionante calpestare la stessa terra che Fabio aveva calpestato mentre procedeva verso la sua nuova vita. Il sentiero era molto stretto e difficile da affrontare, come se stessimo attraversando un canale da parto che ci avrebbe portato ad un inedito da scoprire. Mariano ci ha accompagnati a vedere questo aspetto e a immergerci in quello che aveva potuto sentire Fabio in quei momenti. Ha voluto infatti che Renzo e Patrizia (che sono stati i due che hanno visto Fabio ancora appeso all'albero per fare il riconoscimento ai carabinieri), ci descrivessero accuratamente come fosse lo scenario di quel pomeriggio del 4 giugno 2017.

Nonostante il luogo fosse stretto e pieno di rami pungenti, siamo riusciti a metterci tutti intorno all'albero, con Fabiana e Rio de Amor (Claudia) che facevano da madrine all'albero, stando una ad un fianco del tronco e una all'altro.

Claudia ci ha spiegato come anche gli alberi provano delle emozioni e lo ha abbracciato dolcemente.

Poi sia Claudia che Fabiana hanno detto e dato i loro pensieri a Fabio e all'albero, e così a seguire chi di noi voleva farlo.

Mariano ha fatto delle proposte alle due madrine aiutandole a trovare una prospettiva che le spingesse verso il parabrezza.

E' stato potente e emozionante sentire come Mariano è riuscito a trasformare una situazione di difficoltà in un valore aggiunto al rito, perché il luogo era veramente stretto ed eravamo convinti che non saremmo riusciti ad entrarci tutti, invece Mariano ci ha incoraggiati a stare tutti vicini e superare i limiti apparenti che il territorio ci metteva. Incredibilmente siamo riusciti a starci e la cosa bella è che molti hanno goduto del fatto di stare così appiccicati.

Questo calore e amore che abbiamo sentito è stato grazie a Fabio che ci ha spinto e ci continua a spingere a stare più uniti, sostenerci l'un l'altro e andare oltre i limiti, trasformandoli in soglie.

Anche i bambini sono stati protagonisti del rito con l’albero ed è stato forte vedere come erano in pace e entusiasti di stare in questa dinamica. Loro prima di noi riescono a fare teoria-prassi e capire il senso della vita e della morte, cosa che noi ancora ci ostiniamo a non accettare.

Sono ormai le dieci e mezza e da un po' è già buio, ma questo non ci ha fermato. Mariano ha tirato fuori la torcina, Claudia la luce del cellulare, e siamo andati avanti.

Ci aspettava l’ultimo passaggio del rito... Il lancio dei palloncini, per liberare Fabio e le nostre parti morte nel cielo, libere.

Prima però il canto tutti insieme del secondo ritornello, una canzoncina che aveva scritto Fabio, per Claudia, quando abbiamo fatto il bilancio al ritorno de La finestra di Babich, che l’ha accolta in questo marzo passato.

Claudia ci ha raccontato che quel giorno Fabio stava malissimo e spingeva lei a distinguersi da lui e andare avanti nel suo racconto. Lei ci era riuscita e alla fine del gruppo lui si era messo da una parte, aveva scritto queste righe e poi gliele aveva cantate, davanti a noi. Era fiero ed orgoglioso che Claudia stava iniziando ad emergere. 

Così abbiamo cantato queste strofe:

VOLA OH BELLA FIGLIA VOLA, 
VOLA ANCHE DA SOLA,
LA VITA TI ADORA
OH FIGLIA VOLA
VOLA OH BELLA FIGLIA VOLA, 
VOLA ANCHE DA SOLA,
LA VITA TI ADORA
OH FIGLIA VOLA

Dopo abbiamo letto il secondo ricanto di Claudia che si chiama “Crederci”, un ricanto che lei ha scritto la mattina del 4 giugno, poche ore prima che venisse ritrovato Fabio.

Il rito si è concluso con il lancio dei palloncini, anche questi bianchi, come i nostri vestiti, come i nastri che abbiamo usato da legare alle macchine e all'albero, e come la bara di Fabio, perché abbiamo voluto sia restare in linea con la decisione della famiglia di Fabio di fare una bara bianca e sia per dare valore alla purezza e alla nobiltà di Fabio.

La serata è finita in pizzeria, il clima era leggero e festoso, si sentiva che avevamo fatto un passaggio importante per le vite di ognuno di noi. 


Mercoledì 19 luglio 2017: alle parti Fabio che sono in ognuno di noi.

Stamattina ci siamo trovati alle 9:30 alla stanza di Tobbiana di Prato, dove facciamo i Gruppi Alla Salute e le varie attività dell’Associazione.
Mariano ha condotto la mattinata iniziando dal riprendere il pomeriggio precedente, aiutandoci così a fare ancora più luce sull'accaduto e dando un importante contributo alla relazione tra Claudia e Fabiana. 
Ha anche dato tanto valore ai conduttori del rito Claudia e Renzo: Claudia perché ha condotto in una maniera armonica e coraggiosa, nonostante tutto il dolore che stava vivendo in quel momento, e anche Renzo per il coraggio che ha avuto, visto che come ha detto, non avrebbe mai fatto una cosa del genere se non fosse stato Fabio a spingerlo! 
E poi per la capacità che hanno avuto entrambi di essere flessibili e adattarsi ai cambi di programma e agli interventi inaspettati.

Ha coinvolto poi Cetty che, con la sua testimonianza e la sua esperienza, ha aiutato i familiari di Fabio e anche se stessa a sciogliere un po’ del dolore che si prova per la perdita di una persona così giovane, a noi cara.

Anche questa mattinata è stata ricca di teoria, anche per aiutare una persona nuova che per la prima volta partecipava ad un evento del Progetto Nuova Specie. Mariano non si è risparmiato assolutamente e ha ripreso sia teorie a noi conosciute (che fa sempre bene riascoltare per incarnarle meglio!) e sia teorie fatte su nuove Unità Didattiche che sta approfondendo.

Ha dedicato anche il giusto tempo per accogliere Franca e Giampaolo (genitori di Fabio) e raccontare loro alcune cose del giorno prima. È stato importante anche il lavoro che ha fatto per aiutare a sciogliere delle difficoltà tra loro, Fabiana e Claudia. 
Sono argomenti che toccano anche le vite di ognuno di noi e che hanno un fondo comune che ha aiutato anche noi a transitare o a riprendere e approfondire parti nostre.

Il Quadrangolare è stato uno dei protagonisti della mattinata.


Verso la fine della mattinata, Mariano ha proposto all'Associazione Alla Salute Toscana di essere intestata a Fabio Menici.  
Dopo alcune discussioni e teorie che ancora Mariano ha continuato a donarci, abbiamo deciso all'unanimità di accettare la proposta!

La due giorni si è conclusa con un ricco pranzo cucinato dall'Associazione Toscana.

E' stata una due giorni che merita di essere rivista, deregistrata e diffusa, perché il disagio è sì diffuso, ma con la memoria storica rendiamo diffusa anche la preziosa teoria che Mariano ci ha donato.

Ringrazio Fabio che ci ha permesso di diventare un gruppo più unito, creando una squadra uguale nelle diversità, che ci incoraggia a lasciar andare la svalutazione e il confronto differenza che ci separa. 
Ringrazio Fabio che ci spinge ad interrogarci e fare di più e più in profondità per i tanti Fabio che popolano questa terra e per le parti Fabio che ognuno di noi ha.

Ringrazio Mariano che ci ha proposto questa due giorni e che ci è stato con amore, umiltà e concretezza.

Ringrazio Claudia, Fabiana, Renzo e tutta l’Associazione Toscana.

Ringrazio Franca e Giampaolo per esserci stati ed aver compreso il senso, nonostante la difficoltà e il dolore.

Ringrazio le persone venute da tutta Italia per onorare Fabio, Claudia, Fabiana, Franca, Giampaolo e ognuno di noi.

Con Amore,
Giada

agosto 10, 2017

Battesimo di Benedetta-Aurora, madre di Alba.

Non c'è giorno senza notte...
Non c'è sporco senza purezza...
Non c'è inganno senza autenticità.
Vi benedico in una danza di colori.
Benedetta-Aurora

In Africa, quando una donna partorisce, per circa un mese delle donne si occupano di lei e del bambino.
Le donne le preparano i cibi migliori, le fanno i massaggi, parlano con lei e l'ascoltano.
Un altro momento importante è il battesimo, in quanto rito aperto alla comunità dove ciascuno si prende un impegno: qui i genitori hanno un ruolo molto marginale, affidandosi alla comunità.

Venerdì 28 luglio a Cagli, nel territorio di Pesaro-Urbino presso il fiume Bosso, in un posto colmo di antenati che ci ha accolto, abbiamo celebrato il battesimo di Benedetta-Aurora, madre di Alba.


Come in Africa, ci prendiamo cura della madre in questo giorno, preparandola al battesimo che, da "baptizeìn", significa "immersione".

Un gruppo di donne devotamente l'accompagnano ad immergersi nelle proprie profondità, cercando di riconoscere le parti Aurora che si riveleranno.
Un rito tra paesaggi, sentieri, cascate e acque fredde accompagnano Benedetta con canti e strumenti nelle varie tappe ripercorrendo il Graal.


La prima tappa con i pensieri antenati e l'introduzione alla giornata la facciamo sotto gli alberi a terra.
Prima che cominci ogni mattina a splendere il sole, ci sono diversi passaggi che raramente ci fermiamo ad osservare.
Dall'oscurità della notte si intravede un punto bianco che poi diventa una striscia sul nero ed è l’alba di un nuovo giorno.

Così la nascita di Alba ha significato per Benedetta iniziare a intravedere parti nascenti della propria bambina dopo anni di percorso durante il quale era più facile per Benedetta barcamenarsi nel buio.


Dall’Alba cominciano ad estendersi i colori rosa tenue e celestino dell'Aurora, e quindi significa che pur non vedendo ancora la direzione, la luce piena, e non sentendo pienamente il calore, incomincio a sentire i bisogni più miei e ad intravedere parti mie nelle quali mi voglio esprimere.

Con il canto dell’Alleluia suonato da Ludovico ci dirigiamo più in profondità immergendoci assieme a Benedetta-Aurora con il corpo nelle acque gelide della cascata.
Immergersi per fare emergere e transitare attraverso il corpo e arrivare alle emozioni.

Le donne madrine l'accompagnano, l'accolgono, la riscaldano e poi si prosegue il cammino fino ad arrivare in un posto vicino lo scorrere del fiume ad ascoltare Benedetta-Aurora.
Scendono le lacrime del percorso fatto di tanti passaggi, da sirena ad aurora, scalfito sul vetro donatogli da Valentina.


Mentre si procede nel viaggio in profondità si arriva a benedire l'aurora delle parti nuove, anche grazie al negativo che ha spinto.
Così ognuno di noi orna Benedetta-Aurora con tanti nastri colorati e simboli: l’ancora per tenersi ben salda alle proprie profondità, il timone per seguire la propria rotta, la barca su cui navigare anche con le acque agitate.
Un angolo beta-gamma fatto di progettualità con le poesie e le pubblicazioni dei suoi scritti negli atri territori, progetti che partono da lei e che dovrà proseguire senza farsi spaventare e fermare dalla propria potenza creatrice accompagnata da persone che lei ha scelto.


“Benedetta Aurora è felice di continuare a sorgere e intrecciare la sua creatività per proporre e realizzare infiniti dinamici complessi incontri di poesia globale e pubblicazioni”.

Si danza, si balla e si sancisce il legame con se stessa e gli atri accompagnatori in questa fase con un tuffo dalla cascata del fiume Bosso.

Ringrazio Mariano per aver proposto il Rito perché ci ha fatto anche riflettere sull'importanza dei passaggi, che vanno festeggiati suonando tante note che si alternano in un rito di passaggio.

Il tutto è stato preparato da madrine, fate e streghette che con l'affetto e l'amore per la vita hanno accompagnato Benedetta-Aurora e tutti noi a rivolgere il nostro sguardo verso le nostre tante AURORE.

Nicoletta